DOTT.SSA SIMONACASTELLUCCIA

Arte Terapia e Psicologia: Attivare l'immaginazione, il compito di ogni vita

martedì 4 aprile 2017

Attivare l'immaginazione, il compito di ogni vita

Di seguito le belle riflessioni tratte dal libro di Joseph Campbell "Percorsi di felicità" sulla ricerca del proprio mito personale. Campbell ci racconta la storia di Jung e la risposta che si diede quando si pose la domanda: "Qual è il tuo mito?".



"Allora, cosa fece Jung, quando decise di scoprire il proprio mito? Il suo processo di ricerca è interessante nella misura in cui fu tanto infantile. Arrivato sui 37 anni si chiese: "Cosa più mi piaceva fare da piccolo quando ero solo e potevo giocare?" così venne fuori che quel che più gli piaceva fare era mettere insieme pezzi di roccia e costruire piccole città di sassi.

Allora si disse: "Perché no? Ora che sono adulto giocherò con grandi sassi". Comprò un appezzamento di terreno in un bel posto sul lago antistante a Zurigo; cominciò a progettare e a costruire una casa in quel posto ameno e, lavorando manualmente attivò la propria immaginazione.
Certo, è una gran cosa attivare l'immaginazione, Non si può farlo su suggerimento altrui. Si deve trovare ciò su cui il proprio inconscio vuole meditare. Una volta attivata l'immaginazione, Jung trovò che in lui emergevano nuove fantasie e sogni di ogni genere. Iniziò a registrare quanto aveva sognato, amplificando poi con ogni sorta di associazioni.
Così facendo iniziò la scoperta del proprio mito. Jung trovò he i sogni diventavano molto importanti per lui e molto ricchi; cominciò a scrivere intorno ai propri sogni in un piccolo diario. Mise nero su bianco ogni minimo impulso, per quanto sciocco, che emergesse dai sogni; li registrò in modo da portarli alla coscienza e, man mano che procedeva con il diario, cominciavano a trasparire le immagini sottostanti. Poi volle dipingere certe cose del sogno, sempre in modo molto solenne. [...]"
Non si può attivare l'immaginazione su suggerimento altrui dice Campbell ma credo ci siano tanti modi per accompagnare le persone a dare voce, corpo e vita alle proprie immagini interiori
Ho la fortuna di svolgere un lavoro in cui le persone condividono con me le loro immagini, insieme le guardiamo, le interroghiamo e ascoltiamo i mondi e le storie che ci raccontano. 

Come quella di S., qui sopra, un'opera realizzata da un ragazzo di 29 anni dopo circa due anni di percorso di arte terapia. Fino alla realizzazione di quest'opera mai erano stati rappresentati corpi, esseri umani... da questo momento in poi prendono vita nelle opere di S. delle persone e con loro delle storie. 
Tante riflessioni sono state fatte guardando questa donna di schiena... sia da parte di S. che da parte degli altri partecipanti del gruppo di arte terapia. 
La più emozionante è stata l'esclamazione fatta da S. al termine del lavoro: "E' bella, mi piace!", ha detto con un sorriso stupito: in fin dei conti S. non stava dicendo queste parole a se stesso?

A cura di Simona Castelluccia

Bibliografia:
Campbell J., Percorsi di Felicità, Raffaello Cortina Editore, 2012

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